La villa di Lucius Crassius Tertius, meglio conosciuta come Villa “B”, è nota per i preziosi gioielli in essa rinvenuti. Questi erano nei pressi di alcuni scheletri scoperti nella zona sud dell’edificio. Probabilmente gli abitanti della villa, al momento della fuga, avevano preso con sé i beni più preziosi, prima di essere travolti dall’eruzione. Questi gioielli sono di fattura finissima e si distinguono in anelli, bracciali e collane, sia in oro che in argento. Molti sono decorati con pietre talvolta incise con figure umane o di animali. Diffusa era per i bracciali e gli anelli la modellazione a serpente, che poteva essere rappresentato anche con due teste affrontate dagli occhi in pasta vitrea. Due le collane, di cui una sempre in pasta vitrea e l’altra in oro e smeraldi, recante un pendente a forma di mezzaluna.
Sono stati, altresì, ritrovati un bracciale d’oro a verga liscia e un bracciale d’argento a forma di serpente con occhi in pasta vitrea verde. Infine, un anello d’oro raffigurante una maschera della commedia nuova.
Di pregevole fattura risultano anche oggetti destinati alla cura del corpo quali balsamari, ossia contenitori in vetro che conservavano balsami e profumi, un pisside, ossia una piccola scatola di forma cilindrica, e una piccola coppa su piede, usata per contenere oggetti di toeletta, unguenti o profumi. È stato ritrovato, inoltre, uno strigile, ossia uno strumento usato per ripulire il corpo da residui di olio. Buona parte di questi reperti sono oggi conservati a Palazzo Criscuolo, che ospita il Museo dell’Identità di Torre Annunziata.

