Gli ambienti e le stanze della Villa di Lucius Crassius Terzus che sono sopravvissuti all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., insieme ai preziosissimi oggetti ritrovati al suo interno, hanno fatto ritenere questa villa più interessante di quella di Poppea.
Tutti i reperti rinvenuti sono stati oggetto di studio approfondito, ma uno in particolare ha suscitato maggiore attenzione. Si tratta di una cassaforte in ferro e in bronzo, databile nella prima metà del I sec. a.C. .
La cassa al momento del ritrovamento non aveva alcun contenuto, poiché probabilmente fu asportato dai proprietari prima di fuggire. Possiamo immaginare però che consistesse negli ori ritrovati accanto agli scheletri, specialmente a quello indicato come n. 27, che indossava non solo gioielli, ma portava con sé anche diecimila sesterzi, la somma di denaro più alta mai ritrovata in territorio vesuviano.

