La tipologia dell’anfora nasce in Grecia (ἀμϕορεύς, da ἀμϕί + ϕέρομαι, “esser portato da entrambe le parti”), come contenitore per il trasporto di prodotti  liquidi e non , e molto spesso veniva utilizzata anche come corredo funebre in quanto le sue dimensione e le decorazioni che poteva presentare rappresentavano  il ceto sociale del defunto.

L’anfora è caratterizzata essenzialmente  da :

1) orlo

2) collo

3) manico

4) spalla

5) pancia ( o corpo )

6) piede (o puntale).

Solitamente il raccordo con la spalla, al di sotto del collo, specifica delle informazioni riguardanti le anfore. I raccordi sono contraddistinti da signacula, indicatori che specificano l’artigiano, l’anno consulare (nel caso si tratti di un anfora da vino, che specifica l’anno durante il quale è avvenuto l’imbottigliamento) ed infine il peso.  Inoltre questi recipienti presentavano una chiusura ermetica come: tappi di sughero, argilla, pigne che erano utilizzate per aromatizzare il contenuto .

Scopriamo di più

L’anfora è un importante documento per risalire alle vie commerciali, ai luoghi e ai punti di contatto del mondo antico . Utilizzata maggiormente per il commercio, l’anfora rappresenta il recipiente più sfruttato dal mondo greco e romano. Quando questi preziosi oggetti giungevano a destinazione, infatti , venivano svuotati e riutilizzati e, nel caso in cui il riciclo non era possibile, le anfore venivano distrutte mentre i cocci erano utilizzati per alcune tipologie di  pavimentazione, mentre i colli fungevano da tubi di scorrimento per drenare i terreni.

Le tipologie

Attraverso lo studio delle anfore, compiuto per la prima volta da Heinrich Dressel, ha inizio la prima classificazione delle anfore:

Anfora SOS :
E’ la più antica (VIII – VII sec. ) ed è chiamata in questo modo poiché
i manici e il corpo formano la scritta SOS. Veniva trasportata insieme al piombo, al ferro e al marmo.

Anfora di Brindisi:
Risalente al V sec a.C, presenta la stessa forma dell’anfora SOS
tuttavia, il suo piede appuntito garantisce la stabilità durante il trasporto per mare e permette che le anfore vengano conficcate nella sabbia all’interno delle stive.

Anfora di Rodi :
è il primo recipiente che testimonia
il trasporto del vino tramite anfora
e viene prodotta per la prima volta
in età romana. Risale al I sec a.C

Anfora Dressel 2-4 :
Ha origine nell’isola di Casso.
Ha una forma simile all’anfora
precedente, tuttavia il suo
puntale è costituito
totalmente di terracotta sia
esternamente che internamente.

Le anfore della villa B

All’interno della Villa di Lucius Crassius Tertius , anche conosciuta come Villa “B”, sono state rinvenute numerosissime anfore.  Alcune di queste, al momento dell’esplosione vulcanica , erano state lavate e poi messe ad asciugare a testa in giù. Ancora oggi possiamo trovarle in tale posizione su un lato del peristilio della villa.